NewsNovità dalla Cassazione sulla deducibilità del maxicanone corrisposto da un’impresa utilizzatrice in un contratto di leasing finanziario

La Suprema Corte rivede la disciplina della deducibilità del maxi-canone creando un pericoloso precedente giurisprudenziale

La Suprema Corte torna a pronunciarsi sulla questione della deducibilità del c.d. maxi-canone, pagato dalle imprese per l’attivazione dei leasing finanziari, con un’ordinanza che fa discutere la dottrina, a causa della sua portata innovativa. 

Si tratta della recentissima pronuncia n. 7183 del 15 marzo 2021, con cui la Cassazione afferma che la propria giurisprudenza sul tema sia anacronistica e necessiti di una totale reinterpretazione. 

Le novità dell’ordinanza potrebbero aprire a nuovi scenari, rispetto a comportamenti che sinora sono invece parsi consolidati. All’attivazione dei contratti di leasing, viene consuetudinariamente richiesto un maxi-canone iniziale, di importo maggiore alla rata mensile stabilita dalle parti con il contratto di leasing finanziario. 

La giurisprudenza della Corte Suprema aveva sempre ritenuto che la contabilizzazione del canone non sarebbe dovuta avvenire nell’esercizio di pagamento del maxi-canone, ma nel corso dell’intero contratto di leasing. 

L’ordinanza del 15 marzo 2021, invece, ribalta la precedente interpretazione della Corte, modificandone radicalmente il punto di vista.  

Secondo la Corte, infatti, la disciplina del leasing finanziario deve considerarsi completamente modificata sia sul piano giuridico (con la legge n. 549/1995, Legge Finanziaria per il 1996, che ha inserito la materia nel corpo dell’art. 102 del TUIR), che su quello contabile. 

In particolare, per quanto riguarda gli aspetti contabili dell’istituto, la medesima ordinanza evidenzia come la rilevazione del leasing finanziario “non viene più effettuata in base al cd. metodo patrimoniale, basato sulla forma giuridica del contratto, ma con il cd. metodo finanziario, previsto dal principio contabile internazionale IAS 17, che riflette la sostanza economica dell’operazione”. 

Dunque, la Suprema Corte ipotizza che il c.d. maxi-canone, corrisposto con il pagamento della prima rata, vada contabilizzato interamente nell’esercizio di competenza, che coinciderebbe, con l’esercizio in cui è avvenuto, di fatto, il suo pagamento. 

La pronuncia, che ribalta il precedente orientamento della giurisprudenza di vertice,  lascia perplessi gli operatori del settore, in quanto sembra non tener conto del fatto che la Legge Finanziaria per il 1996, nel riformare la disciplina del leasing finanziario, si preoccupa di disciplinare la sola posizione del soggetto concedente, come si deduce dalla norma stessa, che fa riferimento ai soli beni ”concessi” in locazione finanziaria. 

La posizione del soggetto fruitore non viene in alcun modo modificata dalla norma in parola, dal momento che non esistono norme fiscali che disciplinano la locazione finanziaria, dal punto di vista del soggetto utilizzatore, se non quelle civilistiche riguardanti la durata minima del contratto di locazione. 

Per i soggetti utilizzatori, dunque, continua a valere il principio di competenza economica stabilito dall’art. 109 del TUIR, che direttamente rimanda all’art. 2423-bis c.c. secondo cui gli oneri dell’esercizio vanno imputati “indipendentemente dalla data del pagamento”, come precedentemente previsto dalla stessa Corte ed in aderenza a quanto previsto dai principi contabili nazionali. 

L’OIC 12, app. A), infatti, prevede che, laddove il contratto di leasing comporti il pagamento di un maxi-canone iniziale, solo la parte del maxi-canone di competenza (economica) dell’esercizio dovrebbe essere rilevata tra i costi, mentre la parte di costo non di competenza dell’esercizio andrebbe rinviata agli esercizi successivi. 

Di conseguenza, il precedente orientamento della Corte sembra essere più aderente al dettato della norma, che non consente all’imprenditore di computare tra i costi dell’esercizio il canone iniziale del contratto di leasing, ma ne prevede la ripartizione per tutta la durata del contratto di locazione finanziaria (Cass. n. 7209/1997; Cass. n. 10147/1999).